Oscar Wilde e il mondo delle donne

The woman's world Oscar Wilde

Le donne ADORANO Oscar Wilde: non come amante, ma come amico. Non solo è la persona perfetta a cui chiedere consigli di bellezza, eleganza e stile, ma, a differenza degli altri uomini, è pronto ad ascoltarle con attenzione ed è sinceramente interessato a quello che hanno da dire.
In un’epoca in cui l’identità femminile viene modellata soprattutto da convenzioni sociali rigide e patriarcali, Wilde appare come un alleato naturale: brillante, ironico, elegante, colto e soprattutto capace di trattare le donne come individui pensanti.
Ed è forse proprio per questa sua insolita capacità che nel 1887 Oscar Wilde viene nominato redattore capo di una rivista femminile di cui si occuperà per tre anni.

Un giornale per donne, non per signore!

Sono gli anni del successo delle riviste femminili: ne escono moltissime, soprattutto dedicate alla moda, al costume e ai pettegolezzi. Ma è anche un’epoca caratterizzata da fermenti sociali, dall’ascesa della borghesia e da forti rivendicazioni femministe. L’editore Cassell & Co è alla ricerca di un nuovo taglio e di un nuovo pubblico per la sua neonata The Lady’s World, in modo che possa distinguersi dalle tante pubblicazioni che offre il mercato. E Oscar Wilde, stanco di una carriera letteraria che offre poche sicurezze economiche, è a caccia di un impiego stabile che soddisfi le sue necessità in aumento. Lo scrittore ha dalla sua una crescente fama, non priva di controversie, e l’editore è pronto a offrirgli una completa libertà d’azione.

“Ho letto con molta attenzione i numeri di The Lady’s World che mi ha gentilmente inviato e sarei molto felice di collaborare con lei al lavoro di redazione e, in una certa misura, di ricostruzione della rivista”. Risponde Wilde dopo aver ricevuto l’offerta. Ci vorrà un po’ di tempo prima che prenda le redini della rivista, ma non manca di chiedere di essere pagato per il lavoro preparatorio già svolto.

Come prima cosa Wilde modifica il titolo: non sarà una rivista per signore, ma per donne. Meno attenzione alla femminilità, alla gestione della casa, al gossip e all’estetica, più interesse per ciò che significa davvero essere donna, nei suoi aspetti sociali e politici. Sarà “l’organo riconosciuto per l’espressione delle opinioni delle donne su tutti i temi della letteratura, dell’arte e della vita moderna”. Vuole un giornale che possa interessare anche la classe media emergente e non solo l’aristocrazia. Un giornale per donne ma che, incredibilmente, possa essere letto anche da uomini.

L’ampia sezione dedicata alla moda viene spostata nelle ultime pagine e grande spazio è concesso alla letteratura, con la pubblicazione di racconti e recensioni (che spesso firma), all’istruzione femminile, al lavoro e al ruolo della donna nella società, che sta rapidamente cambiando. La rivista è riccamente illustrata da rinomati artisti come Charles Ricketts e Walter Crane.

The Woman’s world, un giornale protofemminista?

All’interno della rivista si possono trovare gli articoli più svariati. Ci sono reportage sulla quotidianità straordinaria, e spesso difficile, delle prime donne ammesse ai college, che da molti sono viste come intruse dannose per la credibilità delle scuole. Discussioni sulla possibilità, e la necessità, delle donne di diventare medici e di accedere alle carriere scientifiche.
Un altro tema centrale è la critica alla presunta superiorità maschile, che Wilde e le sue collaboratrici smontano con ironia e argomentazioni precise. Non manca nemmeno un’attenzione, rara per l’epoca, all’abbigliamento femminile in relazione alla libertà di movimento: si discute di corsetti, pesantezza degli abiti, contrapposta alla praticità del vestiario maschile. Grande rilevanza hanno il dibattito sul diritto al voto delle donne e alcune articolate considerazioni sulla guerra. 

La discriminazione subita dalle donne è un tema ricorrente. In “La condizione delle donne” (novembre 1887), si accolgono con favore le modifiche alla legge sul matrimonio, pensate per riformare un’istituzione che «poteva e molto spesso rappresentava per una moglie una schiavitù amara e senza speranza».

Nonostante tutto, The Woman’s World non rinuncia alla pluralità di opinioni. O forse meglio, non vuole assumere posizioni troppo estreme col rischio di allontanare una fetta di pubblico. Vi si possono, infatti, leggere anche articoli meno moderni e spesso contraddittori che, per esempio, esaltano i ruoli femminili di madre e moglie, pur riconoscendo il diritto alla scuola e al lavoro. O dove si incoraggiano le donne a sposarsi e a vestirsi elegantemente, ma allo stesso tempo anche a parlare di politica e guerra.

Eppure l’importanza femminista della rivista sta proprio nel riconoscere il diritto delle donne di confrontarsi tra loro su temi importanti e a loro cari, che in passato erano stati spesso loro preclusi. Così facendo, dà validità alle loro voci e alle loro opinioni.
Gli articoli delle scrittrici sono firmati con nome e cognome dell’autrice, senza alcuna menzione del titolo o dello stato civile, proprio come accadeva per gli autori maschili.

Un progetto forse troppo moderno

La direzione artistica di Oscar Wilde, però, ha vita breve. La sua personalità inquieta, curiosa e passionale lo porta presto verso nuove avventure.
Se è vero che il direttore gli ha promesso piena libertà su contenuti e autori, in verità non gliela concede mai completamente, o per lo meno non è disposto ad accontentarlo nelle sue richieste più stravaganti, come quella di ridurre il prezzo della rivista per allargarne il pubblico.

I resoconti raccontano di un Wilde sempre più scostante e annoiato, umorale e poco propenso a dedicarsi con impegno al lavoro che il suo ruolo richiede. Fino ad arrivare alla decisione di dimettersi per dedicarsi a nuove imprese letterarie che hanno attirato la sua attenzione. La nuova gestione della rivista ritorna a un’impostazione più tradizionalista e The Woman’s world scompare rapidamente dal mercato.

Sebbene breve, la direzione di Wilde lascia un segno importante. The Woman’s World dimostra che una rivista femminile può essere uno spazio di pensiero, cultura e dialogo politico, non solo di moda e costume. E soprattutto anticipa temi che diventeranno centrali nel femminismo del Novecento: la pluralità dell’esperienza femminile, il diritto alla voce, l’istruzione e l’autonomia economica.

Per saperne di più:
Entering The Woman’s World: Oscar Wilde as Editor of a Woman’s Magazine
Oscar Wilde’s “The Woman’s World”
Re-examining Wilde in The Woman’s World

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